La creativita’: come nasce e quali sono le teorie principali

Nella storia sono state effettuati molti studi sul significato di creativita’ e molte sono state le definizioni.

Ancora oggi si continua a parlare di questo argomento.

Ma facciamo un tuffo nel passato.

La creativita’ secondo Taylor

Taylor, per esempio, nel 1956 formula l’esistenza di cinque tipi di creatività: espressiva, produttiva, inventiva, innovativa, emergente. Queste agiscono su due livelli distinti e si manifestano in campi diversi:

  • Negli scienziati, tecnici e in prodotti artistici o culturali d’elevato valore (creatività innovativa ed emergente);
  • nelle azioni “quotidiane” e nei problemi di tutti giorni (creatività espressiva, produttiva e inventiva).

Le persone, secondo l’autore, differiscono quindi tra loro non soltanto per la “quantità” creativa posseduta, ma anche per la “qualità” e per il tipo di creatività di cui sono dotate.

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La creativita’ secondo Mayer

Mayer invece , nel 1983, sostiene che un singolo individuo non manifesta la creatività in tutte le situazioni. Egli considera la creativita’ una specifica capacità cognitiva dell’individuo, che gli consente di risolvere solamente precise problematiche. In poche parole la creatività non può esprimersi senza la padronanza di determinate competenze.

La creativita’: associazionisti e fattorialisti

Nei più recenti orientamenti di ricerca della psicologia del pensiero creativo, ha fatto apparizione anche la distinzione tra due correnti di pensiero: quello “associazionista” e quello “fattorialista”.

Secondo i “fattorialisti” il pensiero è considerato come unità scomponibile in parti o elementi chiave chiamati appunto fattori. Thurstone aveva individuato cinque fattori attitudinali: il ragionamento astratto; quello spaziale; l’abilità numerica; la fluidità e il significato verbale.

Sono di altro parere il filone degli “associazionisti”, secondo i quali, il pensiero sarebbe costituito da un sistema d’associazioni, vale a dire di legami tra contenuti mentali. Sono stati individuati diversi tipi d’associazioni, secondo le condizioni di contorno in cui si trova un individuo. S’introduce così il concetto di contesto.

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La creativita’: pensiero divergente e pensiero convergente?

Guilford ha individuato, invece, due fattori chiave: il pensiero “convergente” e quello “divergente”.

Il pensiero convergente è un pensiero condizionato (logico-cognitivo), che porta il ragionamento a circoscrivere il problema e ad incanalare il pensiero (ad imbuto) verso soluzioni che portino ad un’unica risposta pertinente. Quello divergente è invece un pensiero più incondizionato (imbuto al rovescio), che porta la mente a generare il maggior numero d’idee possibili senza alcun vincolo e condizionamento logico, etico e formale.

Il pensiero divergente, va di là da del problema di partenza, supera la chiusura dei problemi, esplora varie direzioni e produce qualcosa di nuovo e di diverso.

Secondo Guilfors il principale aspetto che contraddistingue il pensiero creativo è la fluidità, ovvero, la capacità di produrre tante idee senza riferimento alla loro qualità o adeguatezza ai fini della soluzione del problema. Quanto più abbondante è il numero d’ipotesi prodotto, tanto maggiore è la possibilità che uno di questi elementi possa risultare utile per risolvere il problema.

Pure i sostenitori della corrente associazionista, in accordo con i fattorialisti, individuano nella flessibilità e fluidità gli elementi principali. La possibilità che un individuo produca associazioni originali dipende da due fattori:

  • L’abbondanza delle idee che genera l’individuo, correlata alla quantità d’informazioni di cui il soggetto dispone.
  • La facilità del soggetto a muoversi su livelli di pensiero diversi, associando elementi distanti tra loro.

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La creativita’: la psicologia Gestalt

A ridosso della corrente fattorialista e associazionista, ha fatto sentire la propria voce anche la Gestalt: una corrente di pensiero psicologico, sviluppatasi in Germania, all’interno della quale gli psicologi, preferiscono parlare di pensiero produttivo, anziché di creatività. Perchè un pensiero sia produttivo, sono importanti i seguenti fattori: la conoscenza, elemento base del pensiero produttivo; lo stile di pensiero, che aiuta il soggetto a porsi le domande; il tipo di personalità, come la volontà di superare gli ostacoli; la motivazione, come fattore legato a quanto il soggetto riesca ad essere coinvolto nel problema; ed infine l’ambiente, come fattore esterno che incide sulle possibilità, o meno, offerte al soggetto per poter esprimere la propria creatività.

 

 

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